Qual'è la differenza tra "cura" e "risposta sostenibile" nell'epatite C?
Per fortuna circa la metà degli infettati con epatite C che hanno ricevuto il trattamento con interferone e ribavirina riescono a curarsi dalla malattia, cura questa che è già accettata come permanente.
Ma quando possiamo affermare che qualcuno è curato? La risposta più semplice potrebbe essere che la cura esiste quando non si incontra più il virus nell'organismo , ma qui affrontiamo un altro problema, in verità ancora non esistono test che possano indicare la presenza di un unico virus nell'organismo ( i più sensibili hanno bisogno di un minimo di 5 UI/ML perchè possano riconoscerlo), così sempre rimarrà il dubbio se ancora resta qualche virus nell'organismo il quale possa un giorno o l'altro ritornare a moltiplicarsi.
Per questo quando alla fine di un trattamento un paziente "negativo" o " irrilevabile" al test, non possiamo parlare ancora in cura. In questo momento si dice che il trattamento ha ottenuto una risposta virologica, ma per sapere veramente se il trattamento ha avuto un successo tale da eliminare il virus dall'organismo sarà necessario aspettare ancora sei mesi, quando si farà un nuovo esame che comprovi l'inesistenza del virus.
Questo periodo è necessario affinchè, se esisteva una infima quantità di virus, non rilevato dall'esame eseguito alla fine del trattamento, lo stesso si sarà riprodotto in quantità sufficiente da essere rilevato nell'esame finale. Purtroppo, conformemente con certi studi, il 20% di malati che terminano i trattamenti come "irrilevabili" saranno recidivi al virus e il risultato finale sarà nuovamente positivo. Uno shock molto grande per quelli che pensavano di essere guariti.
Questo esame realizzato dopo sei mesi dalla fine del trattamento è chiamato "risposta sostenibile" e l'esperienza di migliaia di pazienti trattati negli ultimi dieci anni permette di affermare che questo risultato è considerato la "cura" dall'epatite C. Tocca a noi chiarire che curare l'epatite C eliminando il virus dall'organismo non significa che il paziente è ritornato ad avere un fegato normale, perchè il danno esistente continua creando problemi al funzionamento dell'organo e potrà aver bisogno di molti anni, persino decadi, per potersi recuperare dalle aggressioni. Attenzioni dovranno essere seguite permanentemente per non aggredire il fegato con altre malattie o agenti come le bevande alcoliche.
Diversi studi confermano che praticamente tutti i pazienti che riescono a "curarsi" rimangono così con il passare degli anni. Alcune di queste pubblicazioni possono essere consultate seguendo le referenze citate alla fine di questo articolo.
Nei pochi casi in cui l'infezione "ritorna" dopo un periodo di sei mesi non si può identificare se il fatto è dovuto ad una nuova infezione o se realmente è stato il virus dell'infezione originale che è riapparso. La speculazione dei ricercatori della maggior parte degli studi è che gli individui che presentano una re-infezione si inquadravano in pazienti con comportamento di rischio, specialmente in usuari di droga, il che li collocherebbe a rischio di nuove infezioni già che nell'epatite C una prima infezione non conferisce l'immunità.
Nelle epatiti A e B la possibilità di essere infettato è unica nella vita, dato che un infezione curata di queste epatiti conferisce l'immunità, tale e quale ad un vaccino, ma nell'epatite C questo non succede dovuto al fatto che si tratta di un virus mutante con una varietà di genotipi e sottotipi molto grande. E' addirittura normale incontrare pazienti infettati con più di un genotipo, il che dimostra che è stato esposto al virus in diverse opportunità.
. Vediamo così, che ogni 100 pazienti che hanno completato il periodo di sei mesi dopo il trattamento ottenendo la "guarigione", 1 di loro ritorna a soffrire della malattia in periodi che, conforme agli studi, variano fino ad otto anni. Per essere questa una percentuale molto piccola e che oltretutto può trattarsi di una nuova infezione dobbiamo commemorare la "cura " in questi pazienti-
Sò che quell'altra metà che non ottiene la guarigione con il trattamento può addirittura disperarsi, alcuni si deprimono, altri si arrabbiano e persino qualcuno semplicemente si rassegna, ma qui dobbiamo collocare due fattori positivi; uno che durante il periodo di trattamento il fegato ha avuto l'opportunità di rigenerare cellule epatiche e questo significa come minimo "guadagnare" tempo, collocando il paziente in un livello più tranquillo in relazione alla possibile apparizione di problemi più gravi. Secondo che, anche ancora non se ne conosce il motivo, è stato osservato che l'incidenza del cancro al fegato in pazienti che hanno ricevuto il trattamento con l'interferone, è minore se non addirittura rara. Vi sembra poco aver raggiunto questi due benefici? Vediamo che il trattamento non è stato totalmente tempo perso, perchè comunque se ne ottengono benefici.
Questo articolo è stato redatto con commentario e interpretazione personale del suo autore, prendendo come base le seguenti fonti:
- A. M. Di Bisceglie; S. L. George; K. L. Mihindukulasuriya; J. Hoffmann; B. R. Bacon - Abstract 337 - 57° AASLD - Clinical, biochemical, virologic and histologic outcomes of chronic hepatitis C following sustained virologic response (SVR) to HCV therapy: a prospective 5 year cohort study.
- Swain MG, Lai M-Y, Shiffman ML, et al. Sustained virologic response (SVR) resulting from treatment with peginterferon alfa-2a (40KD) (PEGASYS) alone or in combination with ribavirin (COPEGUS) is durable and constitutes a cure: an ongoing 5-year follow-up. Digestive Disease Week; Washington, DC: 2007. Abstract 444.
- P Pradat, HL Tillmann, S Sauleda, and others. Long-term follow-up of the hepatitis C HENCORE cohort: response to therapy and occurrence of liver-related complications. Journal of Viral Hepatitis 14(8): 556-563. August 2007. Wietzke-Braun P, Manhardt LB, Rosenberger A, Uy A, Ramadori G, Mihm S.Spontaneous elimination of hepatitis C virus infection: A retrospective study on demographic, clinical, and serological correlates. World J Gastroenterol 2007 August;13(31):4224-4229
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- M.G. Swain, M-Y. Lai, M.L. Shiffman, W.G.E. Cooksle), A. Abergel, A. Lin, E. Connel), M. Diago - Journal of Hepatology, Supplement No 1, Volume 46, April 2006, page S3 - DURABLE SUSTAINED VIROLOGICAL RESPONSE AFTER TREATMENT WITH PEGINTERFERON -2a (PEGASYS®) ALONE OR IN COMBINATION WITH RIBAVIRIN (COPEGUS®): 5-YEAR FOLLOW-UP AND THE CRITERIA OF A CURE
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Carlos Varaldo
Grupo Otimismo- Brasile
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2 commenti:
anche io ho avuto una ricomparsa del virus circa dopo 1 mese finito il trattamento.Genotipo 1a.
Il medico mi ha detto effettivamente che la cura cmq è servita a prolungare le aspettative di vita.
Ma mi ha detto inoltre che è possibile che qualche anno dopo il mio fisico lo elimini da solo.E' possibile?
purtroppo alla tua domanda non posso rispondere, non sono una dottoressa ma solamente una volontaria che traduce articoli interessanti a beneficio di tutti noi malati di epatite C. Comunque sono sicura che avrai avuto un notevole miglioramento dopo il trattamento, almeno io l'ho avuto,anche se non sono guarita. Penso che risposte serie alla tua domanda le puoi senz'altro trovare alla pagina dell EPAC : www: epac.it te la consiglio, sono bravissime persone e bravissimi medici. Continua a seguire il mio blog ciao
muriella Colajacomo
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